I dieci balletti più belli della musica italiana

Nella Giornata mondiale della danza abbiamo stilato una lista delle coreografie più iconiche della musica di casa nostra. Spoiler: contiene Mauro Repetto
29/04/2020 16:59

Da Roberto Bolle a Carla Fracci, per non dimenticare le gemelle Kessler e Heather Parisi (che proprio italiane non sono), il nostro è da sempre un Paese di santi, poeti, navigatori e… ballerini. Oggi, 29 aprile, è la giornata mondiale della danza, ecco perché in redazione abbiamo deciso di stilare una classifica dei balletti più iconici della musica italiana. Una classifica sommaria, ne siamo ben consci, che, per non dilungarci troppo, abbiamo deciso di far partire dagli anni 90, escludendo gran parte dei successi del ventennio 60-80 che, proprio alla dimensione tribale del ballo, devono gran parte del loro successo: da Raffaella Carrà a Battiato, da Celentano alla Cuccarini, senza dimenticarci immortali hit radiofoniche come Gioca Jouer e Rock 'n 'roll robot. La classifica scaturita è comunque molto interessante, speriamo possa incontrare i gusti più disparati. Seppur chiusi nella propria camera, nessuno puoi impedirci di rilasciare un po’ di endorfine muovendoci a ritmo di musica.

Lucio Dalla- Attenti al lupo (1990)

La canzone più vecchia presente in questa classifica. Un capolavoro della musica italiana reso ancora più iconico dal balletto ripetitivo di uno dei più grandi e strampalati autori del Bel Paese. Ballate, ballate come il pupazzo gonfiabile che saluta come uno scemo, in giardino, in casa sul balcone. Lasciatevi andare, nessuno potrà vedervi, tranne Lucio, al quale siamo sicuri, strapperete ancora un sorriso.

Tre allegri ragazzi morti – La mia vita senza te (2012)

Ritmi rilassanti e quasi reggaeggianti, non possono che indurci a scuotere il bacino. Negli ultimi anni, ancor più negli ultimi tempi, il linguaggio dei segni ha fatto capolino nei nostri televisori. I TARM, in questo brano, hanno rielaborato “l’alfabeto muto” in una simpatica danza. “è un momento e poi passa, ti giurò passerà, puoi chiamarla se vuoi libertà”. In tutti i sensi, cade a fagiolo.

Subsonica – Discolabirinto (1999)

Torino è la capitale della musica elettronica italiana, i Subsonica, la prima band che ha intuito il potenziale della crasi tra la wave rock e il sound dei rave party. Evidentemente, non potevano mancare in questa classifica. Un balletto robotico e lobotomizzato in pieno stile Kraftwerk. Chissà quando ricominceranno i concerti, chissà quando riapriranno le discoteche.

Daniele Silvestri – Salirò (2002)

Un ballerino s’impossessa del corpo di Daniele Silvestri comandandolo a distanza come una marionetta. Il videoclip di Salirò è un vero e proprio compendio dell’estetica dei primi anni 2000.

883 – Nord Sud Ovest Est(1993)

Erano gli anni del Ciclone, di Natalia Estrada eretta a icona nazionale. Gli 883, che hanno ormai raggiunto un successo che oggi definiremo mainstream, s’impongono anche al Festivalbar. Il video della loro esibizione rimarrà negli annali del trash italiano.

Tiziano Ferro – Perdono (2001)

Ancor prima di diventare il baritono strappa lacrime che riempie i cuori di migliaia di casalinghe negli stadi di tutta Italia, Tiziano Ferro si era imposta nella rotazione musicale di Mtv e All Music proponendosi come la versione italiana di Justin Timberlake. A voi come piaceva di più?

Piotta – Supercafone(1998)

Potrei spendere decine di righe sul cameo di Valerio Mastandrea nel video di Supercafone, un pezzo così iconico da aver pregiudicato tutta la carriera di Piotta. “ah Spartaco non lo vedi che sono malato, ho la febbre del sabato sera”. Colonna sonora mentale per migliaia di coatti in discoteca.

Frankie HI NRG – Quelli che ben pensano(1997)

Un testo che non induce alla danza, una canzone dai toni fin troppo seri, un balletto tutto sommato inesistente, eppure… Eppure, ancora oggi, se la radio dovesse passare Quelli che ben pensano mentre viaggiamo in auto, inevitabilmente, non potremmo far altro che muovere la testa. Per i ballerini più rigidi.

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza (2018)

La scelta sarebbe potuta ricadere su Quello che le donne non dicono, pezzo che, durante i live, la compagine bolognese è solita eseguire in playback per dedicarsi a un balletto da animatori turistici. Ma su ammettiamolo, Una vita in vacanza, coadiuvata dalla presenza della splendida ballerina ultranovantenne, rimane uno dei momenti più iconici dell’intera storia di Sanremo.

Elio e le storie tese – Supergiovane(1992)

Per piacere, davvero, io non credo che l’architetto Mangoni abbia bisogno di presentazioni.

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L'articolo I dieci balletti più belli della musica italiana di Marco Beltramelli è apparso su Rockit.it il 29/04/2020 16:59

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